rilevante


  rilevante > discussioni.* > discussioni.consumatori.tutela

 #1  
19.04.2010, 10:52
Nathan
Salve a tutti il newsgroup.

Mi è capitato più volte di dover assistere ad evidenti incongruenze tra il
prezzo esposto sul cartellino indicante il prodotto - ad esempio, al
supermercato, e quello che poi viene rilevato dal passaggio dell'articolo
alla lettura del codice a barre alla cassa. Ad esempio, il prezzo viene
maggiorato alla cassa di un 20% rispetto a quello esposto sullo scaffale
(l'incongruenza spesso viene constatata dall'addetto al reparto). E'
possibile da parte del consumatore, far valere la propria "buona fede" ed
esigere da parte della direzione del supermercato, l'applicazione del
prezzo esposto - e non piuttosto, quello rilevato dalla lettura alla cassa?

Grazie infinite ed un caro saluto.
 #2  
19.04.2010, 11:15
Mamo (R)
On Mon, 19 Apr 2010 12:52:55 +0200, in it.discussioni.consumatori.tutela
"Nathan" wrote:

>possibile da parte del consumatore, far valere la propria "buona fede" ed
>esigere da parte della direzione del supermercato, l'applicazione del
>prezzo esposto - e non piuttosto, quello rilevato dalla lettura alla cassa?
>

Certo che si.
E non di "buona fede" si tratta, ma -in generale- di diritto.



Saluti, Mamo
 #3  
19.04.2010, 11:32
Loris_ro
Ma certo! il prezzo esposto è vincolante!

fallo presente in cassa, non avranno altra scelta che verificare e
capitolare se il caso...

......sai quante volte m'è capitato.....

ciao.!

Lo
 #4  
19.04.2010, 11:40
Nathan
lunedì 19/04/2010 13.32, *Loris_ro* ha scritto:

[cut]

> Ma certo! il prezzo esposto è vincolante!


Così a parole è più facile a dirsi che a farsi. Giusto per farti un esempio
pratico, l'altro giorno mi sono recato all'EURONICS di Ragusa, avendo
notato un DVD all'apparente prezzo di 9,90 (e nota bene, tutti gli stessi
articoli riportavano lo stesso identico prezzo), recandomi alla cassa mi
vedo accreditare l'articolo a 19,90. Ho cercato di far valere il mio
diritto ad acquistare l'articolo a 9,90 ma il capo reparto ha insistito
dicendo che dovevo acquistarlo a 19,90 perchè il prezzo battuto alla cassa
e non *il prezzo esposto*, fanno fede, mentre io asserisco esattamente il
contrario. Ebbene, mi chiedevo quale fosse la normativa vigente in materia.
Certamente, il buon senso dice che a fare fede è il prezzo esposto e
constatato dalla cassiera, e non quello rilevato al computer della cassa.
Ma che strumenti ho in mano per far valere questo legittimo diritto?
Ciao e grazie della gentile risposta.
 #5  
19.04.2010, 11:54
Nathan
lunedì 19/04/2010 13.32, *Loris_ro* ha scritto:

[cut]

> Ma certo! il prezzo esposto è vincolante!


Allora da quello che leggo in giro, a norma dell'articolo 1336 del codice
civile, vincolante dovrebbe essere il *prezzo esposto*, ma a quanto pare
dall'introduzione nei supermercati ed in genere, nelle vendite al dettaglio
del *codice a barre*, il negoziante non sarebbe più vincolato ad esporre il
prezzo nel singolo articolo, e così si viene a creare una incongruenza ed
un *vuoto legislativo* perchè a fare fede è il codice a barre ed il
contratto viene *perfezionato* solo al momento della battitura alla cassa.
Quindi il consumatore dovrebbe essere obbligato alla verifica del prezzo
solo alla cassa e non allo scaffale, il che mi pare palesemente assurdo.
Insomma esiste una discrepanza tra il prezzo esposto - non più associato al
singolo articolo, ed il valore numerico del prezzo (non rilevabile dal
consumatore) associato al codice a barre che viene letto esclusivamente
alla cassa. Come al solito, incongruenza che poi si viene a ritorcere
contro il consumatore. Secondo me, si dovrebbe obbligare per legge a
riportare il prezzo sul singolo articolo e non vagamente associato ad una
etichetta "vagante" sullo scaffale. Un caro saluto a tutti.
 #6  
19.04.2010, 11:57
Loris_ro
bah io so che fino ad ora mi bastava ripetere con fermezza che "il prezzo
esposto è vicolante lo sanno anche i bambini!" e mi davano semrpe ragione
tranne nei casi in cui sono riusciti a dimostrare che il prodotto descritto
dal prezzoe sposto non era quello che avevo in mano e giustificanosi che
certa gente prendeva qualcosa e posava nello spazio non corrispondente....

direi cmq che il codice al consumo dica tutto ciò che serve:

http://www.sosconsumatori.it/consigli_acquisti.htm

quì dice che il prezzo esposto è vincolante secondo

D.L. n.114/1998 e art.1446 Codice Civile

in ongi caso basta rifiutarsi di comprare qualora non accettino di appicarti
il prezzo magari prima di arrivare a tanto puoi minacciarli di (e poi farlo)
di chiamare il 117 della gdf.

ciao.

Lo
 #7  
19.04.2010, 11:57
fra
> Così a parole è più facile a dirsi che a farsi. Giusto per farti unesempio
> pratico, l'altro giorno mi sono recato all'EURONICS di Ragusa, avendo
> notato un DVD all'apparente prezzo di 9,90 (e nota bene, tutti gli stessi
> articoli riportavano lo stesso identico prezzo), recandomi alla cassa mi
> vedo accreditare l'articolo a 19,90. Ho cercato di far valere il mio
> diritto ad acquistare l'articolo a 9,90 ma il capo reparto ha insistito
> dicendo che dovevo acquistarlo a 19,90 perchè il prezzo battuto alla cassa
> e non *il prezzo esposto*, fanno fede, mentre io asserisco esattamente il
> contrario. Ebbene, mi chiedevo quale fosse la normativa vigente in materia.
> Certamente, il buon senso dice che a fare fede è il prezzo esposto e
> constatato dalla cassiera, e non quello rilevato al computer della cassa.
> Ma che strumenti ho in mano per far valere questo legittimo diritto?
> Ciao e grazie della gentile risposta.
>
> --
> < Nathan > ~ scottexpak...@gmail.com
>   la mia libreria su aNobii
>  [..]
>   Attenzione: questo post non verrà archiviato su Google Groups.


a quel punto glielo lasci e te ne vai. Mi e' capitato varie volte
questo problema, in genere mi viene riconosciuto il prezzo esposto, se
pero' non e' cosi' gli dico che a quel prezzo non intendo fare
l'acquisto (alzando un po' la voce perche' gli altri clienti sentano,
ma senza urlare o fare scenate). In genere qui capitolano, anzi non
ricordo neanche un caso in cui alla fine non abbiano ceduto. Un po' di
tempo fa mi e' capitato un caso del genere in un supermercato in
presenza di un ispettore. Il cassiere insisteva che era giusto il
prezzo di cassa, ma una volta accertato che il prezzo esposto era
inferiore, l'ispettore ha fatto una lavata di capo al cassiere
sottolineando che il prezzo esposto fa fede
 #8  
19.04.2010, 12:05
Mamo (R)
On Mon, 19 Apr 2010 13:40:29 +0200, in it.discussioni.consumatori.tutela
"Nathan" wrote:

>dicendo che dovevo acquistarlo a 19,90 perchè il prezzo battuto alla cassa
>e non *il prezzo esposto*, fanno fede, mentre io asserisco esattamente il

Cazzate.
Chiaro, se si vuole questionare, è bene avere "appoggi", ad esempio è ormai
banale fotografare lo scaffale col cursore del prezzo e codice EAN.

>contrario. Ebbene, mi chiedevo quale fosse la normativa vigente in materia.

Offerta al pubblico.

Un po' d'iniziativa non guasta.
Guarda cosa viene fuori con alcune semplici chiavi di ricerca date in pasto ad
un qualsiasi motore di ricerca?
http://www.google.it/search?q=codice...ubblico+prezzo



Saluti, Mamo
 #9  
19.04.2010, 12:07
Mamo (R)
On Mon, 19 Apr 2010 13:54:41 +0200, in it.discussioni.consumatori.tutela
"Nathan" wrote:

>civile, vincolante dovrebbe essere il *prezzo esposto*, ma a quanto pare
>dall'introduzione nei supermercati ed in genere, nelle vendite al dettaglio
>del *codice a barre*, il negoziante non sarebbe più vincolato ad esporre il
>prezzo nel singolo articolo, e così si viene a creare una incongruenza ed

Questa è la prima volta che la leggo; fonti?

>un *vuoto legislativo* perchè a fare fede è il codice a barre ed il
>contratto viene *perfezionato* solo al momento della battitura alla cassa.

Esiste la _conclusione_ del contratto, il "perfezionamento" è quasi una
invenzione.

>contro il consumatore. Secondo me, si dovrebbe obbligare per legge a
>riportare il prezzo sul singolo articolo e non vagamente associato ad una

Ma infatti è così.
Ci sono anche i regolamenti comunali.



Saluti, Mamo
 #10  
19.04.2010, 12:09
Nathan
lunedì 19/04/2010 13.57, *fra* ha scritto:

[cut]

> a quel punto glielo lasci e te ne vai.


Infatti è quello che ho fatto.
Ne deduco che i gestori del negozio non hanno a cuore gli interessi del
consumatore e se ne sbattono allegramente di avere un cliente in meno.
 #11  
19.04.2010, 12:16
Mamo (R)
On Mon, 19 Apr 2010 04:57:38 -0700 (PDT), in it.discussioni.consumatori.tutela
"fra" wrote:

>presenza di un ispettore. Il cassiere insisteva che era giusto il
>prezzo di cassa, ma una volta accertato che il prezzo esposto era
>inferiore, l'ispettore ha fatto una lavata di capo al cassiere
>sottolineando che il prezzo esposto fa fede


Ci sono "insegne" (Leclerc) che si fanno un vanto di rimborsare il doppio della
differenza tra prezzo esposto e prezzo risultante alla cassa, ora che mi
ricordo.



Saluti, Mamo
 #12  
19.04.2010, 12:17
Mamo (R)
On Mon, 19 Apr 2010 14:09:42 +0200, in it.discussioni.consumatori.tutela
"Nathan" wrote:

>consumatore e se ne sbattono allegramente di avere un cliente in meno.

In Italia la prima legge del commerciante è: provarci, provarci, provarci
E funzionerà sino a quando chi dovrebbe essere informato, preferisce abboccare.



Saluti, Mamo
 #13  
19.04.2010, 12:17
Nathan
lunedì 19/04/2010 14.07, *Mamo (R)* ha scritto:

[cut]

> Questa è la prima volta che la leggo; fonti?


Nessuna fonte, dall'introduzione dei codici a barre il prezzo non viene più
applicato sul singolo articolo, e questa è pratica comune quasi nel 90%
degli esercizi da me frequentati. Vuoi che me ne vada in giro con una
macchina fotografica? Succede che da una parte trovi l'articolo, e
dall'altra il prezzo esposto. Il prezzo esposto sarebbe una sorta di
tabella vagante per lo scaffale dove l'articolo si viene a trovare, quindi
se per una ragione qualsiasi l'articolo e il prezzo sono... ondivaghi, per
così dire, a fare fede è il codice a barre dove il prezzo viene associato
solo alla cassa. Non è una trovata fantastica per l'esercente? Non si usa
più la vecchia, tradizionale *etichettatura adesiva* sull'articolo esposto.
Non mi pare di dire delle cose nuove, anzi quasi mai trovi l'articolo *con*
il prezzo chiaramente associato sulla confezione stessa (o sull'etichetta).
Ormai trovi esclusivamente *codici a barre* ed articolo esposto. Il prezzo
lo indica una tabella che si trova da qualche parte sullo scaffale. Quindi
non è strano che uno si possa recare alla cassa con l'articolo in mano ed
un fantomatico prezzo che si trova da qualche parte sullo scaffale (e qui
scattano le litigate con la cassiera di turno). Ecco, mi domandavo oltre a
fare la voce grossa, quali altri strumenti legislativi mi trovavo tra le
mani per far valere il diritto ad avere applicato il prezzo che si trova da
qualche parte sullo scaffale (lo chiameremo: prezzo ondivago).
Cmq grazie delle gentili risposte.
 #14  
19.04.2010, 12:27
Mamo (R)
On Mon, 19 Apr 2010 14:17:37 +0200, in it.discussioni.consumatori.tutela
"Nathan" wrote:

>Nessuna fonte, dall'introduzione dei codici a barre il prezzo non viene più
>applicato sul singolo articolo, e questa è pratica comune quasi nel 90%
>degli esercizi da me frequentati. Vuoi che me ne vada in giro con una

Dicevo sul fatto che esista una norma in tal senso.

>solo alla cassa. Non è una trovata fantastica per l'esercente? Non si usa
>più la vecchia, tradizionale *etichettatura adesiva* sull'articolo esposto.

AFAIK, come dicevo, il cartellino è spesso imposto dai regolamenti comunali
relativi al commercio.

>Ormai trovi esclusivamente *codici a barre* ed articolo esposto. Il prezzo
>lo indica una tabella che si trova da qualche parte sullo scaffale. Quindi

In genere, in questi casi, io vedo comunque riportata la referenza EAN.
Con un minimo di pazienza, lassociazione è facile.

>scattano le litigate con la cassiera di turno). Ecco, mi domandavo oltre a
>fare la voce grossa, quali altri strumenti legislativi mi trovavo tra le
>mani per far valere il diritto ad avere applicato il prezzo che si trova da
>qualche parte sullo scaffale (lo chiameremo: prezzo ondivago).

Io seguirei questa progressione:
- verifica dell'esistenza di eventuali regolamenti comunali
- se si, richiesta di intervento dell'agente di polizia annonaria (talvolta
compito assolto dalla polizia municipale).
- comunque: evitare il negozio in questione, e pessima pubblicità per loro.


Saluti, Mamo
 #15  
19.04.2010, 12:47
Mendez
Mamo (R) ha pensato forte :
> Dicevo sul fatto che esista una norma in tal senso.


io ho trovato info qui :
http://snipurl.com/vm21v [www_centroconsumatori_it]

> AFAIK, come dicevo, il cartellino è spesso imposto dai regolamenti comunali
> relativi al commercio.


infatti, sovente dribblato con l'esposizione del cartello 'vetrina in
allestimento' per vari settori, ma il prezzo, nei supermercati, *deve*
essere esposto su unica etichetta.
Che poi sia 'ondivaga', può essere (per negligenza),ma in caso di
incongruenza fra prezzo esposto e scontrino, i problemi sono del
supermercato.
Dove lavoro io, quando succede, il cliente viene rimborsato se il
prezzo è eccedente o gli viene lasciata la merce a prezzo inferiore.

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