rilevante


  rilevante > istruzione.* > istruzione.universita.ingegneria

 #1  
23.01.2012, 18:51
Unilink
All'interno delle giornate di orientamento che avranno luogo venerdì 27
e sabato 28 gennaio presso la Link Campus University di Roma, si terrà
la presentazione del corso di laurea in Ingegneria Informatica con
indirizzo intelligence, sicurezza e innovazione. Gli studenti potranno
chiedere informazioni sui contenuti e sugli sbocchi occupazionali.
http://www.unilink.it/content/view/652/1/
http://it.wikipedia.org/wiki/Facoltà...pus_University
 #2  
23.01.2012, 19:11
Unilink
Il 23/01/12 20:51, Unilink ha scritto:
> All'interno delle giornate di orientamento che avranno luogo venerdì 27
> e sabato 28 gennaio presso la Link Campus University di Roma [...]


Provo ad inviare di nuovo il secondo link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Facolt%...pus_University
 #3  
30.01.2012, 16:11
BArrYZ
* Unilink wrote, Il 23/01/2012 21:11:

> Il 23/01/12 20:51, Unilink ha scritto:
>> All'interno delle giornate di orientamento che avranno luogo venerdì27
>> e sabato 28 gennaio presso la Link Campus University di Roma [...]

>
> Provo ad inviare di nuovo il secondo link:
> [..]


Leggo che nel decreto che stanno per sfornare per le semplificazioni,
alla miriade di universita' "private" taglieranno svariati fondi
pubblici (per esempio sui tutor): dico, era ora!
 #4  
31.01.2012, 09:52
Unilink
Il 30/01/12 18:11, BArrYZ ha scritto:

> Leggo che nel decreto che stanno per sfornare per le semplificazioni,
> alla miriade di universita' "private" taglieranno svariati fondi
> pubblici (per esempio sui tutor): dico, era ora!


Si'. Comunque la Link Campus aveva già espressamente rinunciato a
qualunque tipo di sovvenzione statale. Dall'ultimo decreto che la
riguarda: "Art. 2 Il riconoscimento di cui all'articolo 1 non determina
oneri a carico dei finanziamenti statali riservati alle Universita' non
statali."
 #5  
01.02.2012, 12:07
giuseppe.on.usenet
On 30 Gen, 18:11, BArrYZ <earlg> wrote:

> Leggo che nel decreto che stanno per sfornare per le semplificazioni,
> alla miriade di universita' "private" taglieranno svariati fondi
> pubblici (per esempio sui tutor): dico, era ora!


Purtroppo non è del tutto esatto. Il "decreto semplificazioni" taglia
i fondi alle università private *telematiche*. Quindi le varie
Bocconi, Luiss ecc. continueranno a incassare.
Secondo te Monti avrebbe tagliato i fondi a se stesso? ;-)
 #6  
01.02.2012, 15:25
BArrYZ
* giuseppe.on.usenet wrote, Il 01/02/2012 14:07:

> Purtroppo non è del tutto esatto. Il "decreto semplificazioni" taglia
> i fondi alle università private *telematiche*. Quindi le varie
> Bocconi, Luiss ecc. continueranno a incassare.
> Secondo te Monti avrebbe tagliato i fondi a se stesso? ;-)


Vero vero, ahime'.
Ma non mi riferivo alle universita' private di eccellenza, quanto a
quelle (molte) casarecce, dal dubbio valore, ma che sfornano laureati a
pie' sospinto (e suon di soldi pagati dagli studenti). In ingegneria,
soprattutto, ci sono alcune universita' private che sono davvero
ridicole come qualita' dell'insegnamento e livello degli esami
(soprattutto rispetto alle pubbliche), non faccio nomi per decenza.

Leggevo peraltro che per le pubbliche nel decreto e' previsto che i
docenti ordinari non potrano piu' delegare la didattica e le mille altre
mansioni che a loro non va di seguire, ad assistenti sfruttati con
contratti ridicoli (e per decenni). Pure questa, se passasse, sarebbe
una cosa notevole.
 #7  
01.02.2012, 17:08
giuseppe.on.usenet
On 1 Feb, 17:25, BArrYZ <earlg> wrote:

> Vero vero, ahime'.
> Ma non mi riferivo alle universita' private di eccellenza, quanto a
> quelle (molte) casarecce, dal dubbio valore, ma che sfornano laureati a
> pie' sospinto (e suon di soldi pagati dagli studenti). In ingegneria,
> soprattutto, ci sono alcune universita' private che sono davvero
> ridicole come qualita' dell'insegnamento e livello degli esami
> (soprattutto rispetto alle pubbliche), non faccio nomi per decenza.


Le università farlocche esistono, ma purtroppo non sono una
peculiarità del settore privato: sono spuntate come funghi università
pubbliche di modeste dimensioni (l'Italia è tra gli stati che ne ha di
più) con utilità molto dubbia, a parte la possibilità concreta di
creare cattedre affinché possa fare carriera l'amico/parente del
barone che non si schioda dall'ateneo più blasonato, oppure di creare
qualche posto nel settore amministrativo-tecnico assegnato spesso e
volentieri su chiamata diretta. Il fenomeno riguarda nord, centro e
sud indistintamente, e settori disciplinari di ogni genere.

Non dimentichiamo, inoltre, coloro che fanno lievitare il proprio
stipendio detenendo cattedre pubbliche e private contemporaneamente,
oppure diventando azionisti e/o membri dei consigli di amministrazione
e/o creatori di scatole cinesi. Molto spesso, l'università privata è
un business proprio per i baroni degli atenei storici. Non si salva
nessuno, né la Bocconi né le telematiche (per citare i due estremi).

> Leggevo peraltro che per le pubbliche nel decreto e' previsto che i
> docenti ordinari non potrano piu' delegare la didattica e le mille altre
> mansioni che a loro non va di seguire, ad assistenti sfruttati  con
> contratti ridicoli (e per decenni). Pure questa, se passasse, sarebbe
> una cosa notevole.


È un segnale da interpretare positivamente, ma eventuali risultati
reali andranno valutati successivamente. Sono a dir poco scettico sul
fatto che in Italia si faranno mai salutari riforme (parziali o
totali) del sistema universitario, perché i baroni hanno sempre avuto
rappresentanza parlamentare nella stragrande maggioranza dei partiti.
Al momento, oltre tutto, sono perfino al governo.
 #8  
01.02.2012, 18:44
Waldemar Cierpinski
> In ingegneria, soprattutto, ci sono alcune universita'
> private che sono davvero ridicole come qualita'
> dell'insegnamento e livello degli esami (soprattutto
> rispetto alle pubbliche), non faccio nomi per decenza.


Vuoi risparmiare? Vai in Calabria, dai un paio di prosciutti alla persona
giusta e ti arriva una bella laurea con lode in ingegneria. 100%
pubblico!:)
 #9  
02.02.2012, 02:38
Waldemar Cierpinski
giuseppe.on.usenet ha scritto:

> Le università farlocche esistono, ma purtroppo
> non sono una peculiarità del settore privato


Le lauree farlocche, nel senso di poco serie dal punto di vista dello
studio richiesto, sono reperibili pure nei mega atenei fondati secoli fa.
Essendo realtà molto eterogenee al loro interno, ci sono sia i
dipartimenti seri che quelli poco seri. I secondi tendono a sfornare
lauree a raffica (altrimenti chiuderebbero) e a produrre dottori in
procinto di intraprendere brillanti carriere da disoccupati.
 #10  
02.02.2012, 08:23
giuseppe.on.usenet
On 2 Feb, 04:59, walde...@nospam---iol.it (Waldemar Cierpinski) wrote:

> Le lauree farlocche, nel senso di poco serie dal punto di vista dello
> studio richiesto, sono reperibili pure nei mega atenei fondati secoli fa.
> Essendo realtà molto eterogenee al loro interno, ci sono sia i
> dipartimenti seri che quelli poco seri. I secondi tendono a sfornare
> lauree a raffica (altrimenti chiuderebbero)


Concordo con te, anche se personalmente non guardo solo il numero di
lauree sfornate, ma anche altri aspetti come: rapporto tra corpo
docente e studenti dal punto di vista sia numerico che comunicativo,
organizzazione didattica, efficienza amministrativa, esistenza e
adeguatezza delle strutture, borse di studio non destinate a finti
nullatenenti ecc.
Sappiamo bene che, in certi casi, negli atenei italici il
menefreghismo regna sovrano.
 #11  
02.02.2012, 09:18
Unilink
Il 02/02/12 10:23, giuseppe.on.usenet ha scritto:

> Concordo con te, anche se personalmente non guardo solo il numero di
> lauree sfornate, ma anche altri aspetti come: rapporto tra corpo
> docente e studenti dal punto di vista sia numerico che comunicativo,
> organizzazione didattica, efficienza amministrativa, esistenza e
> adeguatezza delle strutture, borse di studio non destinate a finti
> nullatenenti ecc. [...]



La missione della Link Campus University consiste proprio nello
stabilire un contatto ravvicinato con gli studenti ed evitare alla
radice tutte le problematiche della vita universitaria. Vi invitiamo a
fissare un appuntamento e venirci a trovare per constatare di persona.
 #12  
02.02.2012, 12:44
BArrYZ
* giuseppe.on.usenet wrote, Il 02/02/2012 10:23:

> Concordo con te, anche se personalmente non guardo solo il numero di
> lauree sfornate, ma anche altri aspetti come: rapporto tra corpo
> docente e studenti dal punto di vista sia numerico che comunicativo,
> organizzazione didattica, efficienza amministrativa, esistenza e
> adeguatezza delle strutture, borse di studio non destinate a finti
> nullatenenti ecc.


Vero, ma questo e' l'aspetto diciamo amministrativo, che e' sconfortante
come dici, certamente.

La parte piu' grave, IMHO, e' pero' il livello della didattica nonche'
la difficilta' nel passare le prove di esame (soprattutto, nelle materie
scientifiche, ovvero negli scritti). Questo e' un discrimine notevole
tra uni private e non.

Nei grandi atenei pubblici, infatti, anche se dal punto amministrativo
le cose possono essere un disastro (e lo sono, ahime'), poi di solito
questi aspetti di cui sopra (livello della didattica e difficolta'
dell'esame - attenzione ho scritto "livello", e non qualita', non a
caso), sono cmq un vincolo importante per garantire un certo livello
minimo di competenze per chi esce da quell'ateneo. Al contrario negli
atenei fuffa, e sono una marea ormai, quelli con iscrizione annuale da
2-3-4-5 mila euro, passare ingegneria e' una cosa RIDICOLA. Ho visto
personalmente gli scritti di Analisi, Ricerca Operativa, Scienza delle
costruzioni (ho un conoscente che la frequenta), di una di queste
universita' telematiche a Roma, e davvero siamo, ripeto, al RIDICOLO, e'
quasi umiliante.
La cosa che mi stupisce (ma in realta' non mi stupisce affatto) e' che
nessuno al ministero vada a controllare queste cose, che si potrebbero
verificare in un lampo.

> Sappiamo bene che, in certi casi, negli atenei italici il
> menefreghismo regna sovrano.


Il problema, IMHO, e' che manca totalmente l'assunzione di
reponsabilita'. Da un punto di vista gestionale poi, ed e' grottesco in
una facolta' come ingegneria, per esempio, siamo al delirio piu' totale.
Le segreterie universitarie, nonche i siti web di molte falcolta', sono
una cosa che definire SCANDALOSA e' un eufemismo. Non c'e' controllo di
qualita', gestione dei processi, non c'e' ottimizzazione, nulla. E' pura
anarchia scandita solo da assurdi vincoli burocratici in pieno stile
italico e tutto questo perche' nessuno di quelli che dirige questi
posti, vuole assumersi alcuna responsabilita'.
 #13  
02.02.2012, 12:44
BArrYZ
* Unilink wrote, Il 02/02/2012 11:18:

> Vi invitiamo a
> fissare un appuntamento e venirci a trovare per constatare di persona.


Ma ROTFL!
 #14  
03.02.2012, 09:15
Waldemar Cierpinski
Questa università telematica accetta anche studenti già iscritti da altre
parti? La laurea è riconosciuta?
 #15  
03.02.2012, 10:27
Unilink
Il 03/02/12 11:26, Waldemar Cierpinski ha scritto:
> Questa università telematica accetta anche studenti già iscritti
> da altre parti?


La Link Campus University non ha nulla a che vedere con le università
telematiche di cui si è parlato in questa discussione. Al contrario, è
la sede italiana dell'antico ateneo maltese, fondato nel XVIII secolo e
successivamente divenuto l'unica università pubblica di Malta. Maggiori
informazioni sulle modalità di trasferimento sono all'interno del sito
www.unilink.it

> La laurea è riconosciuta?


Certamente, l'ateneo è riconosciuto in Italia. Inoltre, l'università di
Malta è riconosciuta dalla Association of Commonwealth Universities
www.acu.ac.uk (presieduta da Elisabetta II d'Inghilterra) ovvero
dall'ente che accredita i più prestigiosi atenei anglosassoni, tra cui
Oxford e Cambridge. La forte vocazione internazionale della nostra
istituzione permette a tutti gli studenti di perfezionare la conoscenza
delle lingue e partecipare a un semestre all'estero tramite la
partnership con numerosi centri di eccellenza, sia in paesi anglosassoni
(UK, USA ecc.) sia nel bacino del Mediterraneo.

D'altra parte, la Link Campus non intende entrare in competizione con
gli atenei italiani, ma anzi si pone l'obiettivo di lavorare in sinergia
con questi ultimi per completarne l'offerta formativa. Pertanto, abbiamo
deciso di creare un indirizzo "intelligence e sicurezza", che è una
novità assoluta all'interno delle facoltà italiane di ingegneria, ma è
anche un corso con una tradizione ormai consolidata nei paesi anglosassoni.

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