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#1
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Buongiorno, sono qui a chiedere un consiglio.
Situazione: 30/40 client di posta quasi tutti outlook di office, linea internet da 2 MB/s via wifi, dimensione dei .pst attuali dai 500 MB ai 12 GB. Lan 100 Mb/s. Hanno finalmente deciso che è cosa buona e giusta implementare un sistema di backup della posta. Non è fattibile implementare uno script che in pausa pranzo o la notte chiuda outlook e copi i file .pst in un nas/fileserver (i pc la notte si spengono ed outlook è il primo prg che aprono e l'ultimo che chiudono). Inviare mail htmllose con infiniti livelli di topo quoting e con allegati pesanti è la norma. La posta viene prelevata via POP3 dai server del provider. Questo fornisce una casella di posta elettronica di pochi MB (mi pare un centinaio). Far aumentare la dimensione della casella di posta per usare imap sui server dell'isp sembra abbia costi troppo alti (non li so). A sto punto, pensavo ad una soluzione su un server locale con zimbra, così da fare il backup del server la notte con tutte le sue mail. Per il recupero della posta da parte di zimbra dai server dell'isp, secondo voi conviene: - impostare il fetch delle mail da parte di zimbra ad 1 minuto (personalmente imposterei un tempo più elevato, ma per certa gente posta elettronica = istant messaging). - fare fare al provider il forward delle mail verso il server zimbra. Con il primo approccio eviterei di coinvolgere l'isp, però avrei un sacco di richieste POP3 che viaggiano lungo la linea internet (anche se attualmente è già così con i singoli client). Con il secondo metodo avrei un uso più limitato della banda internet però dovrei capire se l'isp è disposto a fare questa modifica. Sono aperto anche ad altre idee. Grazie a tutti. |
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#2
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Il Sun, 19 Feb 2012 13:12:28 +0100, Sam ha scritto:
> - fare fare al provider il forward delle mail verso il server zimbra. È la cosa più semplice: chiedi al provider di farti relaying verso il tuo server e metti un acl nella configurazione di Zimbra per accettare tutto quello che arriva dal tuo provider bloccando tutto il resto. P.S. Se hai un po' di spazio sul disco, ti consiglio di utilizzare IMAP: finalmente anche con le nuove versioni di Outlook funziona bene. |
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#3
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On 19/02/2012 13:55, Lorenzo Mainardi wrote:
> Il Sun, 19 Feb 2012 13:12:28 +0100, Sam ha scritto: > >> - fare fare al provider il forward delle mail verso il server zimbra. > > È la cosa più semplice: chiedi al provider di farti relaying verso il tuo > server e metti un acl nella configurazione di Zimbra per accettare tutto > quello che arriva dal tuo provider bloccando tutto il resto. In questo caso, le caselle di posta che sono da lui verrebbero disattivate penso ed i nuovi account di posta creati sul nuovo server senza dover chiedere a lui. > > P.S. > Se hai un po' di spazio sul disco, ti consiglio di utilizzare IMAP: > finalmente anche con le nuove versioni di Outlook funziona bene. Beh si, questo lo avevo dato per scontato. E' il motivo principale per cui passare al server interno. Chissà non faccia storie per prendere i dischi. |
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#4
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Sam <z.sam-nospam> wrote:
> Buongiorno, sono qui a chiedere un consiglio. > Situazione: 30/40 client di posta quasi tutti outlook di office, linea > internet da 2 MB/s via wifi, dimensione dei .pst attuali dai 500 MB ai > 12 GB. Lan 100 Mb/s. > Hanno finalmente deciso che è cosa buona e giusta implementare un > sistema di backup della posta. > Non è fattibile implementare uno script che in pausa pranzo o la notte > chiuda outlook e copi i file .pst in un nas/fileserver (i pc la notte si > spengono ed outlook è il primo prg che aprono e l'ultimo che chiudono). > Metti lo script in esecuzione allo shutdown tramite group policy (lo fai tramite gpedit.msc anche se i pc non sono a dominio). Giovanni |
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#5
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> Non è fattibile implementare uno script che in pausa pranzo o la notte chiuda outlook e copi i file .pst in un nas/fileserver (i pc la notte si spengono ed
> outlook è il primo prg che aprono e l'ultimo che chiudono). Outlook ha un meccanismo di archiviazione suo (chiamato proprio archiviazione automatica)che puoi addomesticare per farti quello che ti serve (al limite ti serve un NAS o uno spazio condiviso). Giulia |
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#6
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Il 20/02/2012 10:28, Giulia ha scritto:
> Outlook ha un meccanismo di archiviazione suo (chiamato proprio > archiviazione automatica)che puoi addomesticare per farti quello che ti > serve (al limite ti serve un NAS o uno spazio condiviso). > > Giulia > Purtroppo l'archiviazione automatica di Outlook apparentemente funziona anche verso un percorso di rete, ma in realtà si aspetta di scrivere in locale. Se il file di archiviazione è in un percorso in rete alla lunga causa errori. Meglio mantenerlo in locale ed eventualmente schedulare in shutdown la copia del pst da qualche parte. |
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#7
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Il Mon, 20 Feb 2012 10:28:18 +0100, Giulia ha scritto:
> > Outlook ha un meccanismo di archiviazione suo (chiamato proprio > archiviazione automatica)che puoi addomesticare per farti quello che ti > serve (al limite ti serve un NAS o uno spazio condiviso). se non è cambiato qualcosa (e può essere) M$ stessa sconsiglia di mettere pst su risorse di rete SE si vogliono aprire da outlook (i.e. averli linkati ed attivi) anyway, prima abbandona il pst, meglio è S. |
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#8
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Sam wrote:
> On 19/02/2012 13:55, Lorenzo Mainardi wrote: > > In questo caso, le caselle di posta che sono da lui verrebbero > disattivate penso ed i nuovi account di posta creati sul nuovo server > senza dover chiedere a lui. >> Beh si, questo lo avevo dato per scontato. E' il motivo principale per > cui passare al server interno. Chissà non faccia storie per prendere i > dischi. Io ho questa roba: Postfix e con fetchmail che tira giù la posta ogni x secondi. Dovecot (imap) e client windows (ma con thunderbird) configurati per usarlo. A postfix per spedire le mail gli faccio usare il server "vero" come relay. Per il backup in master.cf ho: cleanup unix n - - - 0 cleanup -o always_bcc=backup Così mi vanno tutte le e-mail da questo user (backup). Il backup vero lo faccio con logrotate: /var/spool/mail/backup/mail { monthly size=1G rotate 1200 missingok create 0666 vmail vmail dateext olddir /var/spool/mail/backup/current prerotate /etc/init.d/postfix stop mkdir /var/spool/mail/backup/bk`date +%Y` 2> /dev/null rm -f /var/spool/mail/backup/current ln -s /var/spool/mail/backup/bk`date +%Y` /var/spool/mail/backup/current endscript postrotate /etc/init.d/postfix start endscript compress } Nicola. |
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#9
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NicoKid wrote:
> Io ho questa roba: Saro` io sensibile, ma mi pare un'oscenita` Enrico |
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#10
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Enrico 'Henryx' Bianchi wrote:
> NicoKid wrote: > >> Io ho questa roba: > > Saro` io sensibile, ma mi pare un'oscenita` si ma funziona :P Nicola. |
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#11
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Il Mon, 20 Feb 2012 23:02:23 +0000, Stefano Zamboni ha scritto:
> se non è cambiato qualcosa (e può essere) M$ stessa sconsiglia di > mettere pst su risorse di rete SE si vogliono aprire da outlook (i.e. > averli linkati ed attivi) Confermo. Per esperienza personale te lo sconsiglio, un paio di volte ho trovato PST corrotti perchè erano su share di rete |
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#12
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> Per esperienza personale te lo sconsiglio, un paio di volte ho trovato
> PST corrotti perchè erano su share di rete Non riescoa capire se la documentazione in giro si riferisca al pst principale o agli archivi, gli archivi effettivamente possono essere aperti e conessi ma non e' obbligatorio... Giulia |
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#13
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On 22/02/2012 23:52, Giulia wrote:
>> Per esperienza personale te lo sconsiglio, un paio di volte ho trovato >> PST corrotti perchè erano su share di rete > > Non riescoa capire se la documentazione in giro si riferisca al pst > principale o agli archivi, > gli archivi effettivamente possono essere aperti e conessi ma non e' > obbligatorio... Gli archivi sono dei normalissimi pst |
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#14
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> Gli archivi sono dei normalissimi pst
e i pst sono dei normalissimi file ....quindi ? Li mettiamo o no su un nas come backup ? Giulia |
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#15
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On 23/02/2012 16:46, Giulia wrote:
>> Gli archivi sono dei normalissimi pst > e i pst sono dei normalissimi file ....quindi ? > > Li mettiamo o no su un nas come backup ? Alcuni client sono già su condivisione di rete e voglio togliermeli dai piedi asap. Fargli gestire anche il pst di archiviazione imho gli si complica la vita, quindi o decidono di fare le cose come si deve, o si tengono la porcata attuale. Ne ho le scatole piene di soluzioni funzionanti a metà fatte solo "perché si fa prima". |
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