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#1
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IL CAMPO ELETTROMAGNETICO DEL TELEFONINO
Ho spesso sentito delle voci secondo cui un telefono cellulare è rintracciabile anche se spento, salvo estrarre la batteria. Che la radiofrequenza continui ad essere irradiata anche quando l’apparecchio non è in trasmissione, posso ancora capirlo. Ma quando l’apparecchio è spento, tutta l’elettronica dovrebbe essere priva di alimentazione. A meno che non vi sia un microchip sempre alimentato, indipendente dall’interruttore del telefono, che continua ad oscillare ed inviare radiofrequenza, in modo similare ai radiotrasmettitori, completi di batteria, che vengono installati sotto anestesia agli animali dei quali si voglia monitorare i movimenti attraverso antenne riceventi direttive. E’ possibile che sia questo il principio per il quale il cellulare sia geograficamente visibile (attraverso rete terrestre dei ripetitori o attraverso satellite) solo che sia presente la batteria di alimentazione? |
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#2
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In data Sun, 19 Feb 2012 13:41:59 GMT, AlfaNove ha scritto:
> A meno che non vi sia un microchip sempre alimentato, > indipendente dall’interruttore del telefono, che continua ad oscillare > ed inviare radiofrequenza, in modo similare ai radiotrasmettitori, > completi di batteria, che vengono installati sotto anestesia agli > animali dei quali si voglia monitorare i movimenti attraverso antenne > riceventi direttive. Tecnicamente fattibile, ma praticamente ha poco senso. Tra le tante cose, farebbe calare la durata della batteria, che già è un punto critico dei cellulari, dove i produttori fanno i salti mortali per allungarne la durata. Poi la verifica sarebbe semplice. Basta tenere il cellulare accanto ad uno stereo o tv, e aspettare se si sentono i tipici disturbi causati da un cellulare in trasmissione. Un cellulare in standby infatti si collega ogni tanto all'antenna più vicina, mi sembra ogni paio d'ore, appunto per essere sempre rintracciabile in caso di telefonata in arrivo. |
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#3
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"AlfaNove" <21800invalid> ha scritto nel messaggio
news:1800 > IL CAMPO ELETTROMAGNETICO DEL TELEFONINO > > Ho spesso sentito delle voci secondo cui un telefono cellulare è > rintracciabile anche se spento, salvo estrarre la batteria. > Che la radiofrequenza continui ad essere irradiata anche quando > l’apparecchio non è in trasmissione, posso ancora capirlo. Ma quando > l’apparecchio è spento, tutta l’elettronica dovrebbe essere priva di > alimentazione. A meno che non vi sia un microchip sempre alimentato, > indipendente dall’interruttore del telefono, che continua ad oscillare > ed inviare radiofrequenza, in modo similare ai radiotrasmettitori, > completi di batteria, che vengono installati sotto anestesia agli > animali dei quali si voglia monitorare i movimenti attraverso antenne > riceventi direttive. E’ possibile che sia questo il principio per il > quale il cellulare sia geograficamente visibile (attraverso rete > terrestre dei ripetitori o attraverso satellite) solo che sia presente > la batteria di alimentazione? Se parliamo di un cell vecchia maniera ovvero solo telefono se spento è effettivamente morto. Se si tratta di cell evoluti il discorso cambia dipende dalle caratteristiche dell'apparato, il mio smartphone pur essendo del 2007 anche se "spento" in effetti non lo è, le sezioni gps e sis operativo (win 5 mobile) sono sempre attive, occorre togliere la batteria per spegnerlo, in questo caso alla partenza deve riavviare tutto come un normale pc. A questo proposito lo sapete che un pc spento in effetti non lo è? Se connesso in rete e/o adsl posso sempre accederci da remoto, se conosco i codici giusti, e vedere cosa c'è sui dischi? Ecco perchè ai miei stacco sempre l'alimentazione in modo fisico, ho montato degli appositi interruttori bipolari che tolgono l'alimentazione elettrica, si puo anche fare lo stesso togliendo il cavo di alimentazione. In merito a questa caratteristca all'epoca dell'introduzione dei vecchi pentium ci fu un bel pò di casino, la INTEL aveva il settaggio specifico su on come standard di fabbrica, solo dopo varie proteste il settaggio fu posizionato in off in fabbrica ma conoscendo come si può sempre riportare in on, ciò è vero altrimenti come sarebbe possibile fare l'assistenza in remoto, specie nelle grandi aziende dove questa operazione si fa ad uffici chiusi ? |
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#4
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Il Wed, 22 Feb 2012 20:24:05 +0100, eddyligo ha scritto:
> A questo proposito lo sapete che un pc spento in effetti non lo è? Se > connesso in rete e/o adsl posso sempre accederci da remoto, se conosco i > codici giusti, e vedere cosa c'è sui dischi? [cut] Il computer non è il tuo forte, vero? |
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#5
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On 22/02/2012 21.27, *Mauro* wrote:
> Il Wed, 22 Feb 2012 20:24:05 +0100, eddyligo ha scritto: >> A questo proposito lo sapete che un pc spento in effetti non lo è? Se >> connesso in rete e/o adsl posso sempre accederci da remoto, se conosco i >> codici giusti, e vedere cosa c'è sui dischi? > [cut] > Il computer non è il tuo forte, vero? Se un NIC supporta Wake On Lan ad esempio, cosa comunque controllabile da chi lo configura cosi' come i servizi offerti quando e' acceso e le relative policy di sicurezza. Credo che il discorso riguardasse oggetti con comportamenti non controllabili dall'utente. |
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#6
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Il Thu, 23 Feb 2012 14:11:21 +0100, nomegenerico ha scritto:
> Se un NIC supporta Wake On Lan ad esempio, cosa comunque > controllabile da chi lo configura cosi' come i servizi > offerti quando e' acceso e le relative policy di sicurezza. Se il WOL è disattivato ciccia. Altro che magiche sequenze che riattiverebbero comunque la macchina. > Credo che il discorso riguardasse oggetti con comportamenti > non controllabili dall'utente. Ed i coccodrilli nelle fogne di New York! ;-) |
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#7
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"*Mauro*" <maustar.news> ha scritto nel messaggio
news:zdlg > Il Wed, 22 Feb 2012 20:24:05 +0100, eddyligo ha scritto: > >> A questo proposito lo sapete che un pc spento in effetti non lo è? Se >> connesso in rete e/o adsl posso sempre accederci da remoto, se conosco i >> codici giusti, e vedere cosa c'è sui dischi? > > [cut] > > Il computer non è il tuo forte, vero? > Mah, forse hai ragione, ci lavoro sopra solo dal 1973, e ho un dottorato in modelli matematici, ed ho preso parte alla progettazione di qualche sistema informatico. ;) Per avere conferma basta fare qualche ricerchetta verso il 1996 all'epoca dell'introduzione del primo pentium, dirò di più, sul pentium c'era anche un errore di precisione di calcolo corretto solo successivamente. |
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#8
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"*Mauro*" <maustar.news> ha scritto nel messaggio
news:3dlg > Il Thu, 23 Feb 2012 14:11:21 +0100, nomegenerico ha scritto: > >> Se un NIC supporta Wake On Lan ad esempio, cosa comunque >> controllabile da chi lo configura cosi' come i servizi >> offerti quando e' acceso e le relative policy di sicurezza. > > Se il WOL è disattivato ciccia. > Altro che magiche sequenze che riattiverebbero comunque la macchina. > >> Credo che il discorso riguardasse oggetti con comportamenti >> non controllabili dall'utente. > > Ed i coccodrilli nelle fogne di New York! ;-) > La mitologia urbana è ampia e varia , ma gli stati delle cpu, no, sono realtà Come nel post precedente andate a vedere qualche articoletto sul pentium intorno al 1996, quel tipo di accesso è rimasto solo che, oggi, le impostazioni di fabbrica sono in off e non in on come in origine, come era nel 1996. Ricordo che lo spegnimento di un pc è di tipo logico non fisico, vi è mai capitato di vedere il mouse o la tastiera con le spie accese ed il pc spento? Significa che alcume parte della sk sono alimentate. Altrimenti come si fa a ricevere dati a pc spento, ad esempio un fax? Si gioca appunto sugli stati della cpu Dopotutto basta andare a vedere gli stati di spegnimento ed attesa delle cpu e pensarci un pò sopra :) Appunto per questo ai miei sistemi viene tolta fisicamente l'alimentazione elettrica a valle dei sistemi di UPS. Nota per le unità in h 24, se non in preseza umana, vengono tolte le connessioni a tutte le reti esterne. |
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#9
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Il Fri, 24 Feb 2012 08:48:57 +0100, eddyligo ha scritto:
> Come nel post precedente andate a vedere qualche articoletto sul pentium > intorno al 1996, quel tipo di accesso è rimasto solo che, oggi, le > impostazioni di fabbrica sono in off e non in on come in origine, come era > nel 1996. E quindi dal fatto che, a tuo dire, il wake on lan prima era attivato di default ed oggi no trai queste conclusioni? Ed ammesso che uno riesca a far avviare una macchina in remoto (ma come la vede dall'esterno se è dietro il firewall ed è nattata?) questo implica automaticamente che la sua sicurezza sia violata? Che si abbia indiscriminato accesso e controllo? > Ricordo che lo spegnimento di un pc è di tipo logico non fisico, vi è mai > capitato di vedere il mouse o la tastiera con le spie accese ed il pc > spento? Significa che alcume parte della sk sono alimentate. Si, ma non il processore. > Altrimenti come si fa a ricevere dati a pc spento, ad esempio un fax? Si > gioca appunto sugli stati della cpu ?? Quelli servono per altre cose, partendo dal contenimento dei consumi, a macchina accesa. > Dopotutto basta andare a vedere gli stati di spegnimento ed attesa delle cpu > e pensarci un pò sopra :) Ma che c'entra? Allora, prova questo esperimento: - prendi una alimentatore atx qualsiasi, purché funzionante; - collegalo alla presa; - chiudi l'interruttore sul retro, se c'è; - metti il tester sui vari connettori e vedi dove c'è tensione; - poi dai il consenso all'avvio dell'alimentatore (ponticellando gli appositi contatti) e ripeti la misura. Scoprirai che sulla motherboard arriva, finchè dal bottone non dai il consenso al bootstrap, solo la tensione che tiene in vita la stessa mobo per l'avviamento stesso e per il wake on lan e funzioni similari (accensione programmata, per esempio). Per tutte queste cose la mobo *non* ha bisogno del processore perché sono servizi gestiti dal chipset. > Appunto per questo ai miei sistemi viene tolta fisicamente l'alimentazione > elettrica a valle dei sistemi di UPS. > Nota per le unità in h 24, se non in preseza umana, vengono tolte le > connessioni a tutte le reti esterne. Ma io taglierei proprio i cavi utp! ;-) Tralascio il fatto che, dal punto di vista della sicurezza, tenendo le macchine dietro il firewall (anche quello di un comune modem/router di livello SOHO), con il NAT attivato, hai già risolto il 99% dei problemi. Il resto si fa con la gestione delle policy di sicurezza degli utenti (e tenendo i sistemi operativi aggiornati). |
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#10
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Il Fri, 24 Feb 2012 08:22:29 +0100, eddyligo ha scritto:
> Mah, forse hai ragione, ci lavoro sopra solo dal 1973, e ho un dottorato in > modelli matematici, ed ho preso parte alla progettazione di qualche sistema > informatico. ;) Perdonami, sicuramente conoscerai meglio di me i sistemi del '73, ed avrai usato i mainframe ibm dei nostri vecchi centri di calcolo, magari mettendo nel lettore le schede perforate. Ma è evidente che non conosci le macchine delle quali stiamo parlando e fai affermazioni prese da leggende metropolitane. > Per avere conferma basta fare qualche ricerchetta verso il 1996 all'epoca > dell'introduzione del primo pentium, dirò di più, sul pentium c'era anche un > errore di precisione di calcolo corretto solo successivamente. ?? E quindi. C'ero anch'io ai tempi del pentium. Ed anche a quelli del 486. Ed anche a quelli del 286. Ed anche a quelli del C64 e dello Spectrum. Ma questo cosa c'entra con l'idea che si possa prendere magicamente il controllo di una macchina (spenta) dall'esterno di una rete aziendale? Perdonami il tono, ognuno è libero di avere *anche* convinzioni sbagliate, ma diffondere errori è male. |
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