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 #1  
20.02.2012, 14:55
Erasmo da Rotterdam
http://www.repubblica.it/cronaca/201...anza-30199774/

Per i consulenti a partita Iva una voce prevede che il rapporto di lavoro
possa terminare se la lavoratrice rimane incinta e la condizione "non
permetta il regolare adempimento delle obbligazioni".

Ecco il testo del punto 10 del contratto di consulenza: "Nel caso di sua
malattia, infortunio, gravidanza, causa di forza maggiore od altre cause
di impedimento insorte durante l'esecuzione del contratto, Ella dovrà
darcene tempestiva comunicazione. Resta inteso che, qualora per tali fatti
Ella non adempia alle prestazioni convenute, fermo restando il diritto
della Rai di utilizzare le prestazioni già acquisite, le saranno dedotti i
compensi relativi alle prestazioni non effettuate. Comunque, ove i fatti
richiamati impedissero a nostro parere, il regolare e continuativo
adempimento delle obbligazioni convenute nella presente, quest'ultima
potrà essere da noi
risoluta di diritto, senza alcun compenso o indennizzo a suo favore".
 #2  
20.02.2012, 15:08
Alessandra R.
Erasmo da Rotterdam, rischiando una denuncia penale, ha osato scrivere:

> Per i consulenti a partita Iva una voce prevede che il rapporto di
> lavoro possa terminare se la lavoratrice rimane incinta e la
> condizione "non permetta il regolare adempimento delle obbligazioni".


e il problema quale sarebbe?

Se sei un avvocato e il tuo restare incinta ti impedisce di seguire un
cliente, pretendi forse che il cliente paghi anche il tuo
non-poter-svolgere la tua professione?
 #3  
20.02.2012, 15:27
Paolo C.
Il 20/02/12 17.15, Erasmo da Rotterdam ha scritto:
> [..]
>
> Per i consulenti a partita Iva una voce prevede che il rapporto di lavoro
> possa terminare se la lavoratrice rimane incinta e la condizione "non
> permetta il regolare adempimento delle obbligazioni".
>


quindi domani io chiamo l'idraulico e questo mi risponde: no, non posso
venire perche' sono malato pero' mi paghi lostesso?
 #4  
20.02.2012, 15:27
Luca85
On Feb 20, 5:15 pm, era...@people.it (Erasmo da Rotterdam) wrote:
> [..]...
>
> Per i consulenti a partita Iva una voce prevede che il rapporto di lavoro
> possa terminare se la lavoratrice rimane incinta e la condizione "non
> permetta il regolare adempimento delle obbligazioni".

[cut]
>convenute nella presente, quest'ultima
> potrà essere da noi
> risoluta di diritto, senza alcun compenso o indennizzo a suo favore".


Ti rispondo come che lavora con questi contratti ma non sono uno che
si piange addosso per reclamare diritti a cui invece non si ha diritto
o che fa facile demagogia.
Sai qual è il vero problema?
E' che questo contratto è "giusto". Se tu sei un artigiano che lavora
in proprio nessuno ti paga gravidanza, malattie, ferie e così via.
Quindi sarebbe corretto tutto ciò. Però... Un artigiano o un
professionista mette via ogni mese il 20-30% dello stipendio, o anche
di più, e non lo tocca o spende o neppure investe ma lo conservi per
tutti i periodi "neri" (mancanza di lavoro, malattia e via andando).
Di conseguenza se fai un lavoro del valore di "1'000 euro al mese" non
chiedi 50 euro netti al giorno come sarebbe il netto di chi fa quel
lavoro. Ma almeno 80. O anche 200/300 se è una prestazione di una
giornata e basta e il giorno dopo non sai di che mangerai!!
Invece al giorno d'oggi stanno dando sempre più "contratti di
consulenza a partita iva" a gente che fa lavoro che all'atto pratico è
subordinato, e con stipendi di chi ha le tutele di un subordinato. E
questo è inaccettabile.
Se i datori di lavoro vogliono la libertà più completa dal loro
dipendente (come è loro diritto!) devono farlo pagando quanto giusto a
chi sbriga il lavoro. Vuoi che io lavori per te con la possibilità di
lasciarmi a casa se mi rompo una gamba?? Io ci sto, ma sono almeno 300
euro/mese in più.

E la cosa più scandalosa è che spesso avviene per le figure più
qualificate.
Dove lavoro io segretarie e dei tecnici che fanno un lavoro
"meccanico" per cui basta una scuola triennale hanno al primo giorno
di lavoro un contratto a tempo indeterminato, 35 ore settimanali,
malattia, gravidanza, contributi pensionistici, illicenziabilità
qualsiasi cosa accada e via dicendo. Più 13esime, 14esime,
partecipazione agli utili di reparto e via andando.

Dall'altra parte c'è gente con un dottorato di ricerca in radiochimica
che viene presa con co.co.pro, partita iva, ""borse di studio"" e
affini. Diritti nessuno? 35 ore settimanali??? Pfui! Fanno a turno a
chi viene alle 5 di mattina a far partire la produzione necessaria al
funzionamento quotidiano del reparto (mica ricercatori che stan lì a
meditare...gente che senza di loro si blocca tutto!!!). Escono solo
quando han finito. Da contratto il loro stipendio va appositamente
approvato dal capo mese per mese. (alla faccia della
ricattabilità!!!). Gravidanza?? Non mi pare che sia concesso
pronunciare questa parola!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(faccio notare che per costoro un contratto a tempo determinato
propriamente detto andrebbe già benissimo, dato che ha il 99% delle
tutele di quello di un indeterminato)

E i sindacati scioperano per l'articolo 18. Se si può. c'ha ragione
Renzi quando dice che la cgil non ha iscritto un giovane che sia uno.
 #5  
20.02.2012, 16:06
contro(
Il 20/02/2012 17:27, Luca85 ha scritto:

> E i sindacati scioperano per l'articolo 18. Se si pu�. c'ha ragione
> Renzi quando dice che la cgil non ha iscritto un giovane che sia uno.


Hai detto alcune cose condivisibili e altre giuste ma, scusami, non ho
capito sull'Art.18 come la pensi.

Potresti spiegare meglio?

Grazie.

C.
 #6  
20.02.2012, 16:06
Erasmo da Rotterdam
Alessandra R. ha scritto:

> Erasmo da Rotterdam, rischiando una denuncia penale, ha osato scrivere:


> > Per i consulenti a partita Iva una voce prevede che il rapporto di
> > lavoro possa terminare se la lavoratrice rimane incinta e la
> > condizione "non permetta il regolare adempimento delle obbligazioni".


> e il problema quale sarebbe?


> Se sei un avvocato e il tuo restare incinta ti impedisce di seguire un
> cliente, pretendi forse che il cliente paghi anche il tuo
> non-poter-svolgere la tua professione?


Ma almeno l'avvocato mantiene il suo posto.
 #7  
20.02.2012, 16:11
Luca85
On Feb 20, 5:08 pm, "Alessandra R." <ale> wrote:

> Se sei un avvocato e il tuo restare incinta ti impedisce di seguire un
> cliente, pretendi forse che il cliente paghi anche il tuo
> non-poter-svolgere la tua professione?


Che l'avvocato libero professionista è imprenditore di se stesso,
decide quanti giorni la settimana lavorare o se al mercoledì andare a
sciare, come più gli aggrada.
In più... è noto che gli avvocati non ti chiedano esattamente due lire
come onorario. Certo, molto del costo che fan pagare è quello che ci
marciano o il costo delle sovrastrutture orpellose. Ma in parte è
anche il costo di "pararsi il culo" per i periodi di magra, di pagarsi
la malattia e così via.
Se sei assunto come se fossi un dipendente, con tutti gli obblighi del
dipendente, ma con un contratto da libero professionista, senza alcuna
garanzia, ma con stipendio da dipendente... non va bene!
 #8  
20.02.2012, 16:12
Alessandra R.
Erasmo da Rotterdam, rischiando una denuncia penale, ha osato scrivere:

> Ma almeno l'avvocato mantiene il suo posto.


mantiene lo status di avvocato, esattamente come il consulente mantiene
il suo status, ma NON il lavoro.
Tornando all'esempio dell'avvocato: se fosse impossibilitato/a a
svolgere il suo lavoro, per qualsivoglia motivo (gravidanza inclusa),
il cliente potrebbe decidere di revocargli il mandato e affidarlo a
qualcun altro.
 #9  
20.02.2012, 16:19
Erasmo da Rotterdam
Luca85 ha scritto:


....

Condivido tutto.

....

> ricattabilità!!!). Gravidanza?? Non mi pare che sia concesso
> pronunciare questa parola!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ma chi decide queste cose è nato anch'egli da donna gravida o è uscito da
un uovo?

> (faccio notare che per costoro un contratto a tempo determinato
> propriamente detto andrebbe già benissimo, dato che ha il 99% delle
> tutele di quello di un indeterminato)


Tranne se vai a richiedere del credito in giro.
Strozzini a parte.
 #10  
20.02.2012, 16:25
Korben Dallas
Il giorno lunedì 20 febbraio 2012 18:06:12 UTC+1, contro( ha scritto:

> Hai detto alcune cose condivisibili e altre giuste ma, scusami, non ho
> capito sull'Art.18 come la pensi.


Penso intenda, e sono d'accordo, che "l'art. 18" sia il solito slogan da sindacato, concausa dei problemi di cui sopra.
 #11  
20.02.2012, 16:27
Alessandra R.
Luca85, rischiando una denuncia penale, ha osato scrivere:

> Se sei assunto come se fossi un dipendente


questo è un altro discorso.
Ma non stavamo parlando di questo caso, MI PARE.
 #12  
20.02.2012, 16:40
Luca85
On Feb 20, 6:06 pm, "contro(" <contro28_fatti_m> wrote:

> Hai detto alcune cose condivisibili e altre giuste ma, scusami, non ho
> capito sull'Art.18 come la pensi.
>
> Potresti spiegare meglio?
>


Per me potrebbero toglierlo all'istante. Ma più che altro come cosa
simbolica, all'atto pratico non cambierebbe niente. L'articolo non è
così male e non "oppressivo" per il datore di lavoro, al contrario di
quel che dicono alcuni.
Dall'altro lato molto spesso è stato applicato in maniera estremamente
oppressiva contro gli imprenditori. (perchè si può licenziare eccome
per l'articolo 18, non solo se il dipendente se lo merita, ma pure se
non se lo merita ma purtroppo c'è un valido motivo)
All'atto pratico sappiamo come va di solito. C'è gente che ha rubato
parecchio sul lavoro ed è stata reintegrata, fannulloni che non han
mai lavorato un giorno che però sono intoccabili perchè se no i
sindacati scendono in piazza etc...etc...

Insomma... è molto complicato!
L'importante per me è cambiare il mercato del lavoro. Lasciare molta
flessiblità e fare in modo che diventi normale cambiare lavoro e
azienda. Ma senza che questo voglia dire necessariamente precariato.
Ho conosciuto dei Finlandesi e per loro è normale cambiare azienda
ogni 3 anni o giù di lì. Ma van cambiati anche tutti gli
ammortizzatori.
Perchè TUTTI (datori di lavoro e dipendenti) son saltati in aria
quando han detto: "mah...sarebbe da togliere la cassa integrazione
straordinaria". Ma se ci si pensa bene...Tenere dei lavoratori in cigs
significa pagare dei lavoratori per non lavorare dopo ANNI che una
ditta è fallita, non burocraticamente ma all'atto pratico. Non ci son
speranze di ripresa in quella ditta. Se quel lavoro non è più utile
perchè accanirsi. Tu daresti fondi statali a una ditta produttrice di
macchine da scrivere nel 2012 perchè "se no lasciamo a casa 100
dipendenti". Non è che nel 2013 c'è da aspettarsi che ne venderanno di
più...
Meglio lasciar fallire la ditta e lasciare a casa quelle persone e
spendere gli stessi soldi in una maniera tale che faccia in modo che
costoro possano trovare un altro lavoro.
 #13  
20.02.2012, 16:42
Paolo C.
Il 20/02/12 17.27, Luca85 ha scritto:

>
> E la cosa più scandalosa è che spesso avviene per le figure più
> qualificate.
> Dove lavoro io segretarie e dei tecnici che fanno un lavoro
> "meccanico" per cui basta una scuola triennale hanno al primo giorno
> di lavoro un contratto a tempo indeterminato, 35 ore settimanali,
> malattia, gravidanza, contributi pensionistici, illicenziabilità
> qualsiasi cosa accada e via dicendo. Più 13esime, 14esime,
> partecipazione agli utili di reparto e via andando.


mi sa che stai un po' esagerando, neanche gli statali lavorano 35 ore
alla settimana

poi che la cosa scandalosa è che ci siano dei lavoratori subordinati
spacciati per consulenti siamo daccordo
 #14  
20.02.2012, 16:57
Paolo C.
Il 20/02/12 18.40, Luca85 ha scritto:

> Insomma... è molto complicato!
> L'importante per me è cambiare il mercato del lavoro. Lasciare molta
> flessiblità e fare in modo che diventi normale cambiare lavoro e
> azienda. Ma senza che questo voglia dire necessariamente precariato.


Non necessariamente precariato ma sicuramente ricatto: del tipo
straordinari non pagati, ragazze che devono andare a letto con
l'amministratore delegato, norme di sicurezza non rispettate ecc e guai
a chi parla
 #15  
20.02.2012, 16:57
Luca85
On Feb 20, 6:42 pm, "Paolo C." <paoddlo> wrote:

> mi sa che stai un po' esagerando, neanche gli statali lavorano 35 ore
> alla settimana


Ricrediti!
Guarda il contratto degli amministrativi nelle università.
E il contratto dei tecnici di radiologia/infermieri/OSS e affini negli
ospedali (pubblici e privati).
Poi questi magari ne lavorano 40, 45 o giù di lì... Ma son pagati come
straordinari!!!

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